
Edirne, 3 Gennaio 2006
La Federazione Yugoslava si è presentata come una stretta gola che conduce sulla via di Sofia. Le schematiche e ripetitive architetture delle case, i paesaggi balcanici ed il torrido torrente che gorgheggia ai lati della disastrata via, mi riportano ai medesimi luoghi bosniaci ed in fondo è ancora il passato a prevalere sul futuro. La grigia giornata non aiuta il cuore a sollevarsi da questa specie di doloroso torpore ed una mesta malinconia mi accompagna in questa parte di mondo che continuamente mi ricorda la guerra e non solo la più recente, ma anche quelle antiche fatte di sangue, di disperazione e di rassegnazione.
Solamente dopo Sofia, la bulgara, un tenero raggio di sole riesce a scalfire la cappa grigia e verso sera le nuvole ad occidente tratteggiano i propri bordi con sfumature di tenue rosa.
Finalmente i minareti di Edirne ci rassicurano sulla nostra venuta in Turchia. Siamo come sospesi con un piede in Europa e l’altro in Oriente.