Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)

Archivio dell'anno 2006

La scarpata

Novembre 10th, 2006
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Al tramonto la scarpata si ingentilisce ma i suoi 300 metri d’altezza assumono da questa piana la maestosita’ della montagna.

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Non riesco a dormire, ma a volte ringrazio la mia insonnia che mi permette di alzarmi alle 5.30 per poter ammirare l’alba dalla terrazza dell’albergo

Duna 9 Novembe 2006

Novembre 10th, 2006
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La sera è tramonto e fuoco e duna…..

Balat 9 Novembe 2006

Novembre 10th, 2006
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Dopo la lezione mattutina ci viene concessa mezza giornata di riposo che spendiamo tra la visita all’antico centro di Balat già esistente tra la 5^ e la 6^ dinastia quindi tra circa il 2500 ed il 2200 AC quando questa doveva essere una fertile e verdeggiante vallata. Ora le viuzze sono formate da confuse architetture costruite con mattoni crudi ed essiccati al sole, intonacati con fango, calce e letame e sorretti da travature in acacia e palma con soffitti in canna palustre. Fascino di tempi antichi che segnano il fango che in più punti si sta sgretolando ritrasformando in sabbia muri e solai.
Terra alla terra e polvere alla polvere anche se parabole che sbucano da sopra i tetti ancora buoni ci dicono che il futuro sta a ridosso della vetusta moschea. Pongo in successione le due foto.

Mout 8 Novembre 2006

Novembre 10th, 2006
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Il riso costituisce uno dei pilastri fondamentali dell’alimentazione egiziana, ma diviene per noi occasione di analisi e considerazioni.
Se infatti viene positivamente valutato per il suo radicamento nella tradizione alimentare ed agricola; per la capacità di contrastare lo sviluppo delle erbe infestanti e per la sua forte capacità di resistenza alla salinizzazione dell’acqua irrigua, dall’altra è una delle colture che richiede il maggior apporto idrico. Gli orientamenti alla salvaguardia del patrimonio acquifero lo scorso anno aveva portato l’autorità locale a vietarne la coltivazione incentivando la piantumazione di altre colture dalle necessità più parche. Tale decisione aveva però causato una sollevazione da parte degli agricoltori locali che si sentivano defraudati di una pare di se stessi tanto che il nuovo Governatore, di recente insediamento, tra i primi suoi provvedimenti ha inserito la cancellazione di tale divieto. Ecco quindi che al nostro arrivo abbiamo potuto assistere al taglio di questa coltura estiva che ora lascerà il posto ai cereali invernali.
Le nostre analisi vertono quindi sulla globalità del problema idrico partendo proprio da questo esempio di forte contrasto tra volontà partecipata della popolazione ed interesse globale di mirare alla sostenibilità del territorio e quindi del patrimonio idrico.
Già il comprendere chenon possono esistere risposte univoche è un primo passo verso una cooperazione consapevole.

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