Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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Vaghiamo per un’altra giornata in questa brulicante, calda, afosa ed umida Saigon. La prima tappa è per visitare la chiesa cattolica di Notre Dame, una riproduzione modesta, molto modesta, dell’originale che si trova a Parigi. I cattolici sono ancora molti e principalmente dislocati nel Vietnam del Sud (la guida che ci ha accompagnato ai tunnel di Cu Chi ci ha recitato in latino tutta la benedizione papale che lui spera prima o poi di poter ricevere direttamente in piazza San Pietro). Visivamente l’edificio appare decisamente fuori luogo, ma credo che sia ormai il tempo della tolleranza viste le devastanti persecuzioni subite prima o poi da tutti i gruppi religiosi od ideologici.
In un bagno di sudore giungiamo al Museo della Storia ed i 18 padiglioni ci accompagnano con sobria eleganza a ripercorrere prima le origini della presenza antropica e quindi le numerose battaglie che principalmente hanno visto i vietnamiti difendersi dagli attacchi sferrati da mongoli e cinesi. Questi ultimi hanno qui dominato per circa 900 anni. Raffinate si presentano infine, dopo pregevoli collezioni di terrecotte e ceramiche, statue di Buddha e di Bodhisatva imperitura testimonianza di una religione qui saldamente attecchita seppur spesso “contaminata” da spiritualismo locale, da correnti induiste ed ovviamente apporti confuciani.
Dopo aver concesso a Beppe un taglio dei capelli comprensivo di shampoo e massaggio alla schiena, a fatica riusciamo a rintracciare la Pagoda dell’Imperatore di Giada, ma lo sforzo è ben ripagato. Da un’angusta via si accede ad un piccolo cortile che immette in questo tempio d’origine cinese. Mostri terrificanti si oppongono a dolcissimi e soavi buddha che sembrano dominarli con la serenità dei loro velati e misteriosi sorrisi. La pagoda è un susseguirsi di caotici ambienti sovrastati dall’intenso odore degli incensi che i fedeli a grossi mazzi accendono per poi ritmare con questi movimenti d’offerta alle varie divinità che occupano i differenti spazi. Annoiati guardiani dormono su stuoie e sgangherate poltrone, caos e sudiciume regnano sovrani un po’ ovunque eppure l’effetto d’insieme è di una serena sacralità ed i fedeli che compiono i vari riti emanano un senso di raccolta spiritualità.

1 Commento a “Saigon 5 Maggio 2007”

  1. Ariel scrive:

    Un aquilone è atterrato sul mio terrazzo…con scritto che il tuo blog è attivo. Riprendo a leggerti con tantissimo piacere e a scoprire le tue nuove foto . Buon viaggio .e grazie per l’Incredibile racconto della mostra di Parigi. Ariel

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