
La levata mattutina avviene a Siem Reap ed il minibus che viene a prenderci passa e ripassa per tortuosi percorsi nella città per racattare tutti i turisti che hanno prenotato il viaggio via acqua da qui a Batambang. In questo periodo in cui il livello del lago Siem Reap è ancora basso, l’imbarcadero si trova a circa 15 km dal centro e sfrutta un canale artificiale sui cui argini stanno operando dei possenti escavatori che sembrano dimenarsi nella melma. Ci imbarchiamo in questa bagnarola di legno con il tetto di lamiera parzialmente usufruibile. Una ventina tra francesi, californiani, australiani neozelandesi e tedeschi compone la composita compagnia che si stipa comodamente sulle semplici panchine che perimetrano l’interno del natante. All’accensione del potente motore un sobbalzo coglie un po’ tutti in quanto la ventola di raffreddamento è posizionata esattamente al centro della cabina ed un rumore infernale accompagna una calda ventata di aria che odora contemporaneamente di pesce e di gasolio. Dopo alcuni minuti di navigazione parte dei passeggeri decide di trasferirsi sul tetto ed anch’io propendo per questa soluzione. L’acqua è immutabilmente fangosa per cui è a me impossibile intuire a che profondità possa trovarsi il fondo, ma già dalle prime furiose impennate del motore posso capire che il fondo della barca sta slittando sul fondale. Finalmente il canale si spalanca nella vastità di questo lago, ma il colore dell’acqua non varia di un tono. Evidentemente però la profondità è mutata e si può avanzare speditamente. Poco più di mezz’ora è sufficiente per tagliare in diagonale l’estremità occidentale del lago e tornare ad imboccare l’immissario che ci condurrà sino a Batambang. Qui la superficie è ricoperta da verdissime piante acquatiche e sembra a volte impossibile l’attraversamento della barca. Spesso infatti l’abile pilota deve far girare l’elica in senso inverso per liberarla dalla vegetazione che l’avviluppa. In alcuni punti il pescaggio non supera i 40 - 60 cm riscontrabili dal lungo remo che viene infisso sul fondo per spingere nei punti più critici. Il paesaggio è affascinante e dopo aver incrociato le prime imbarcazioni iniziamo ad attraversare poveri villaggi di pescatori. Qui tutto trova il suo baricentro in questa acqua così limacciosa e quasi immobile: le case sono sostenute da zattere di tronchi, i bimbi nuotano schiamazzanti, le donne accudiscono alle consuete operazioni domestiche accovacciate a filo d’acqua, i pescatori riparano o tendono le loro reti, una miriade di piccole piroghe trasporta anche l’inverosimile.
Ad ogni villaggio il battello viene affiancato da parte di queste piccole imbarcazioni e nuovi passeggeri salgono a bordo con sacchi dal contenuto ignoto o pacchi di pesce essiccato. Quando decido di scendere sotto coperta è ormai troppo tardi in quanto non vi è più modo di transitare nel corridoio stracolmo di gente e di merci. Dopo circa due ore il cielo si incupisce, la pioggia non tarda a cadere e da questo momento inizia la parte più impegnativa del viaggio. Fortunatamente alcuni passeggeri decidono di gustarsi la pioggia ed il loro spostamento sul tetto dell’imbarcazione permette a me di trovare rifugio sottocoperta. Alcuni teli di nailon vengono calati sui lati dell’imbarcazione e così il rumore e l’odore divengono infernali. Rivoli d’acqua scendono lungo le schiene e dopo l’ennesimo violento acquazzone anche dalle assi del tetto grosse gocce straripano un po’ ovunque.
Viaggeremo così per circa altre quattro ore traversando paesaggi stupendi ricolmi di verde e di vita, ma giungendo all’attracco di Batambang come Ulisse alle sponde della terra di Nausica.
5 Febbraio 2008 alle 09:30
Ho letto il tuo blog e ammirato le tue foto ti consiglio questo…… PARCO NAZIONALE DI PREAK TUOL Situato sul lago Tonle Sap, questo parco nazionale è l’habitat ideale per numerose colonie di uccelli di diverse razze, dai pellicani agli ibis, a varie specie di cicogne. Il villaggio galleggiante di Preak Tuol si raggiunge con un’ora di barca da Siem Reap. La visita del parco sarà effettuata con una guida appartenente al progetto della Commissione Europea per la salvaguardia dell’area protetta.Da Gennaio a Marzo, mesi migliori per osservare la fauna della zona, migliaia di uccelli popolano la biosfera. Bellissime foto e meravigliose descrizione ..Sono stato due anni fà. Filippo