
Viaggiare significa soprattutto incontrare e su questi colli del genocidio inaspettato è stato l’intrecciarsi con due medici di Emergency di recente trasferiti dall’Afghanistan per il noto abbandono dell’associazione di fronte ai soprusi del governo Kharzai. Decidiamo così di visitare la struttura che a nostra insaputa si trova proprio a Batambang. La lindezza degli edifici e i curatissimi giardini mi riportano a quanto già visto a Kabul. Da nove anni Emergency è qui presente e l’ospedale, prima specializzato in chirurgia bellica, si è ora trasformato in una struttura che per quasi il 97% opera su emergenze provocate da incidenti stradali. I 120 posti letto sono costantemente insufficienti in quanto giungono qui non solamente quanti ancora colpiti dallo scoppio delle mine (Bath ci spiegava come quelle italiane di plastica siano le più difficili da individuare!!) ma anche chi riesce in un primo tempo ad essere seguito da altri ospedali che una volta prosciugato i risparmi di una vita mettono i pazienti alla porta. Anche alcuni vietnamiti stanno qui giungendo in quanto le cure sono completamente gratuite.
Mentalmente rinnovo il mio ringraziamento per l’assistenza di cui anche un membro del mio staff ha potuto usufruire a Kabul.
5 Febbraio 2008 alle 09:25
Leggo che il tuo viaggioè assiai impegnativo e che comunque l’aggiornamento al tuo blog è costante. Complimenti! Foto molto interessanti e gli scritti continuano ad essere da grande stimolo. Franco . I miei amici questa volta hanno scritto prima di mè. Accidenti!!!!! Franco
5 Febbraio 2008 alle 09:25
Poche righe tecniche. Ringrazio tutti per la costanza con cui mi seguite. Franco si e’forse espresso troppo presto sulla mia puntualita’in quanto nei prossimi giorni ci spostiamo in aree piu’isolate e non conosco la frequenza degli internet cafe. Vedremo. Agli amici di Franco consiglio senza dubbi il viaggio in moto che qui e’piuttosto frequene, ma se vogliono maggiori informazioni possono contattarmi direttamente al mio indirizzo mail. Grazie anche a Filippo per il suggerimento ma ormai siaamo diretti verso ovest. Alla prossima Giovanni