Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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La barca incredibilmente riesce a portare 10 persone, quattro delle quali scendono alla vicina isola di Don Det per dirigersi verso la Cambogia. Noi continuiamo a seguire la corrente zizzagando tra le miriadi di isolette. L’acqua non è profonda ma le sabbie che trasporta impediscono di vederne il fondale. Su piroghe lunghe e strette i pescatori sfiorano l’acqua con una naturale leggerezza mentre ad ogni nostro più piccolo movimento la nostra imbarcazione sembra inevitabilmente destinata al rovesciamento. A volte le piroghe sono così piatte che si ha l’illusione che i pescatori quasi galleggino sull’acqua per gettare con ampio gesto le tondi reti che si aprono nell’aria per ricadere nel fiume tese e speranzose. Avanziamo seguendo rotte e correnti che solamente il nostro battelliere conosce e per un’ora e mezza curiosiamo sorpresi dai diversi paesaggi che si svelano. Giungiamo quindi al ponte francese meta della nostra navigazione. Si tratta di un tratto di linea ferroviaria che i francesi avevano tentato qui di realizzare e di cui ora rimangono il ponte trasformato in strada e un mozzicone di vecchia locomotiva arrugginita. Forse l’emblematica rappresentazione di un colonialismo decaduto per sempre.
La camminata sull’isola ci porta ad una baia dove sostano alcune piroghe sul fondo di una delle quali a fatica riesco ad incastrarmi. Ora anche noi scivoliamo a filo d’acqua ed il barcaiolo ci conduce tra rapide inquietanti sino al bordo della riva cambogiana da dove si possono ammirare lontane pinne di delfini affioranti. Il ritorno contro corrente sembra ancor più periglioso e tratteniamo il fiato in quanto l’instabile natante sembra non gradire i nostri volumi occidentali, ma alla fine giungiamo in prossimità delle cascate. Salendo un breve promontorio possiamo finalmente ammirare questa massa d’acqua che qui leva la maschera di placida e bonaria creatura per rivelare la propria potenza di creatura marina capace di un rombo imponente che esige rispetto.

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