
La decisone di deviare da Phonsavan, ormai prossimi al confine con il Vietnam, verso Sam Neua, deriva dal desiderio di uscire dai circuiti più battuti dai turisti e tentare di approcciare territori culturalmente meno contaminati. E’ quindi quasi inconsapevolmente che giungiamo verso il tramonto a toccare letteralmente le nuvole dopo aver gioito e sofferto ad ogni curva per la bellezza dei paesaggi sempre mozzafiato e per la durezza del percorso su una strada che pur se asfaltata non è esente da rudezze. Le stupende e selvagge colline che sovrastano Sam Neua superano infatti i 1.800 metri di altitudine e scendere alla cittadina significa comunque permanere al di sopra dei 1.200 m. Da una natura che offre il meglio di se stessa con alberi di ogni dimensione e felci che maestosamente e leggiadramente dominano e giganteggiano nel sottobosco divenendo esse stesse veri e propri altifusti, passiamo a questa città villaggio dove sembra che l’impegno dell’uomo sia stato tutto rivolto all’abbrutimento di qualsiasi manufatto.
Ma è questo il luogo dove solamente si può comprendere l’origine e lo sviluppo di questa recente repubblica Laotiana.
Sam Neua non è solamente un luogo fisico, ma è il simbolo di una filosofia che si è contrapposta ed ancora si contrappone a quella di Vientiane. E’ la montagna che lotta contro la piana del Mekong, è il contadino che contrasta la monarchia, il comunismo che si ribella al feudalesimo, l’analfabeta che osa contrastare il rappresentante di Buddha in terra, la formica delle risaie che si arma e sconfigge il gigante USA.
E’ nelle vicine grotte di Vieng Xai (Città della vittoria) che il Politburo del Pathet Lao (La terra dei Lao) nel 1964 decide di installare il proprio quartier generale e qui vi rimarrà anche dopo gli accordi di Parigi del 1973 e la presa di Vientiane nel 1975 per trasferirsi nella capitale solamente alla fine del 1977.
Una stretta valle conduce ad un inaccessibile dedalo di selvagge rocce dove si trovano più di 100 grotte naturali che, nei momenti culminanti del conflitto, servirono da rifugio a circa 25.000 persone tra civili e guerriglieri laotiani, cinesi, vietnamiti e consiglieri russi.
Il tuck tuck impiega quasi tre ore per percorrere i 28 km che separano Sam Neua da Vieng Xai. E’ giorno di mercato e dai circostanti villaggi a frotte di donne multicolori sono scese alla città per svariati acquisti per cui ad ogni metro qualcuna sale o scende con il proprio carico di scatole, cesti, sacchi, galline, frutta, pannocchie e quanto altro. Contiamo più di trenta persone ammassate nel mezzo o aggrappate esternamente senza alcuna possibilità di calcolare la massa di merce caricata sul tetto.