Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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Kilimanjaro

La sagoma del Kilimanjaro appare prepotentemente nel disordine di queste nuvole sparse distrattamente e le labili venature di neve che scendono dal periplo dell’antico vulcano non sembrano sufficienti ad affrancarsi nel tempo bensì destinate ad unificarsi al grigio predominante.

È trascorsa una sola settimana dal mio passaggio all’aeroporto di Nairobi, ma già ne percepisco i mutamenti. I negozi free shop si sono rintuzzati di merce e le scaffalature prima emblematicamente vuote sono ora tornate a traboccare come sempre di merce probabilmente frettolosamente posta al riparo durante la tempesta appena trascorsa. Nessuno ha voglia di parlare della situazione e gli interlocutori si mostrano infastiditi dalle domande riguardanti la situazione attuale, eppure questi commercianti come sempre sono in grado di percepire il mutare delle situazioni non tanto affinando analisi socio politiche, bensì occupando postazione d’osservazione di quotidiana ma concreta semplicità. Mi tornano alla mente le analisi che ieri sera il vescovo Maluma mi svolgeva fresco di una recente conferenza delle chiese cattoliche d’Africa svoltasi a Nairobi. È per lui il primo tentativo di coordinare un intervento di mediazione da parte della chiesa cattolica assai presente in Kenia. I dati raccolti sono sconfortanti: centinaia di migliaia di profughi già in movimento anche se per la maggior parte hanno scelto migrazioni interne al paese; problematiche radicate in divisione di ruoli tribali e quindi territoriali mai risolti e sempre rinviati, ma ciò che più l’ha colpito è che le violenze maggiori e più diffuse sono state perpetrate da bande giovanili tra i 14 ed i 18 anni. La rivolta e lo scontro racchiude quindi una notevole valenza di rabbia giovanile che esula dai canoni tribali per gridare le contraddizioni di adolescenze metropolitane e rurali in subbuglio. Alcune di queste bande hanno trovato rifugio nelle foreste e già ben rifornite d’armi (non mancano mai) si appresterebbero ad organizzare una guerriglia dai tempi e dagli esiti incerti. Il paese probabilmente più danneggiato da questo conflitto è l’Uganda che vede interrotte le principali vie di comunicazione che ne hanno sinora garantito la sopravvivenza vista l’enorme mole di prodotti importati e spesso facenti parte di programmi di soccorso alimentare.

Ancora i miei pensieri tornano al libro che ho lasciato a Njombe (mi piace seminare libri appena letti negli angoli del mondo e mi affascina sapere che non muoiono in una libreria ma possono vivere come doni preziosi che passano di mano in mano) - “Erano solo ragazzi in cammino” (Ed. Mondatori) di Dave Eggers. Già nel sorvolare il deserto del Sahara mi ero sorpreso all’andata della coincidenza della fuga del protagonista attraverso l’arido percorso. Come non ricordare ora la sua lunga attesa all’aeroporto Keniatta per proseguire sulla stessa rotta verso Amsterdam, lui poi indirizzato agli Usa ed io verso Venezia. Fascino di fili che continuano ad intrecciarsi e a volte lievemente si sfiorano in un disegno misterioso che sempre più mi stupisce ed attrae.

5 Commenti a “Tra Dar e Nairobi 25 Febbraio 2008”

  1. PierPaolo scrive:

    Che meravigliosito sito complimenti. Finalmente possiamo di nuovo gradire le tue foto e i tuoi scritti. ..Vedo con grande piacere che hai ripreso a viaggiare.
    Curiosissima la foto del deserto…quasi spaziale.
    Diffonderò il tuo nuovo sito
    PierPaolo

  2. Daniela scrive:

    Grazie Giovanni, con le tue parole adesso ricordo il Kilimanjaro ancora più bello!

  3. Ariel scrive:

    Meravigliosamente bello è di nuovo il tuo ex blog. Ora diventato sito. Ricominciamo a navigare per ricercare emozioni e …invidia…..dove andrai in questi mesi?????
    La foto del deserto sembra così lunare…molto particolare.
    A pesto
    Ariel

  4. Amici di Franco scrive:

    Louang Pharbang - Vientiane
    Carissimo Giovanni ..ti ricordi di noi stiamo viaggiando seguendo le tue “quasi orme” in moto Cambogia-Laos e poi andremo in Vientanam ..ecco volevamo scriverti alcune impressioni . Ci sei toranto in mente in questi giorni . Ora siamo a Louang Pharbang …e tutto questo è anche merito tuo , che con i tuoi affiscinanti racconti e foto sublime hanno stuzzicato la nostra curiosita del viaggiare. …..
    Stamani la sveglia suona molto presto, alle 6. Xiang ci ha offerto di partecipare a una cerimonia che si tiene quotidianamente: l’offerta di cibo ai monaci. Alle sei del mattino i bonzi escono dai monasteri e percorrono in fila indiana le vie della città. Sui marciapiedi, seduti su stuoie di vimini, molte persone attendono con i loro cesti pieni di riso appena cotto, profumato e ancora caldo. ….
    Piccoli emozioni ns le ricambiamo con te…grazie
    Amici di Franco

  5. A.D scrive:

    Ho incontrto il tuo sito navigando per alcune ricerche sull’Uganda e sono andato poi a cercare in libreria il libro da lei citato per una tesina da presentare all’esame di Maturità , in quanto stiamo lavorando con il nostro proff.sui conflitti internazionali. Molto interessante e sollecitante la sua capacità di trasmettere informazioni. Dimenticavo complimenti per le foto. Sicuramente citerò la fonte delle mie informazioni attraverso il suo sito nella mia tesi.
    Auguri per i suoi prossimi viaggi
    A.D

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