Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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Quando ho scelto di nascere nel segno dell’acquario ero per certo convinto che questo fosse un segno d’acqua in grado di accompagnare tutta la mia esistenza ed ho beatamente perseverato in tale convinzione finché Anna, espertissima astrologa, non mi ha edotto sull’altresì appartenenza ai segni d’aria. Ma ormai l’imprinting era marcatamente affermato e non vi è pozza d’acqua, torrente, fiume, lago od immensità oceanica che non riesca ad attrarmi come calamita posta in prossimità di una limatura di ferro. Ho così sperimentato i gelidi torrenti friulani ed i glaciali laghi svedesi, le tiepide acque istriane o tanzaniane e le surriscaldate onde indiane per non parlare delle spumeggianti coste nord iberiche o irlandesi ed infine delle sacre abluzioni nel Gange. L’acqua salata in particolare gioca su di me un fascino irresistibile e non importa se mi trovo di fronte alle onde nelle afose estati mediterranee o nelle gelide e nebbiose mattine invernali. Magari per pochi istanti, ma il mare deve possedermi. Nuotare al largo in notti in cui veli di plancton fluorescente scivolano lungo il corpo perdendosi nell’oscurità dopo sfarfallii luminosi, rimane una delle esperienze indelebili. Immergersi tra queste isole, nate come atolli corallini o come vulcaniche protuberanze, rappresenta il coronamento di tutti i sogni che riconducono alla genesi marina. L’acqua cristallina mi accoglie con delicata carezza e subito il corpo si rilassa nella leggerezza del placido ondeggiare. Niente e nessuno può interferire in questa simbiosi con l’oceano che accoglie con gradevolezza la mia incondizionata immersione. I pensieri fluiscono come in una tenue meditazione e la leggera salinità rende delicato ogni mio volutamente lento movimento. Poi è l’esuberanza di curiosi e civettuoli pesci dai disegni multicolori e la delicata fioritura di mille coralli a catturarmi perdutamente.

PS. to MoGuns: everything is by me. You know we are done of different parts and many personlities are in us.

3 Commenti a “Malalolo Island 10 Aprile 2008”

  1. ******** scrive:

    Le tue parole sono come un pensiero meditativo in acqua .
    acqua…..acqua….acqua…….è come se un flauto suonasse in quell’acqua ……non posso aggiungere altro……
    ********

  2. Terremoto Kid scrive:

    Carissimo Giovanni, i tuoi racconti mi esaltano ed asaltano la vita.
    Un cordiale saluto,
    ciao da Terremoto Kid.

  3. Daniela scrive:

    Carissimo amico… che dolci parole….
    io ricordo con un sorriso i tuoi tuffi…con i miei bimbi nelle gelide acque irlandesi!
    Un bacio
    Daniela

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