
Il parallelo tra le Isole Fiji ed il paradiso terrestre ricorre in guide, opuscoli, letteratura, depliant e mi ero ripromesso, all’inizio di questo viaggio, di non cadere in questo facile ed edonistico epiteto davvero troppo abusato. Neppure la crociera all’Isola Malalolo era riuscita a scalfire questo mio proposito ed orami mi sentivo al sicuro immerso nella ripetitiva pioggia che ormai ha definitivamente segnato questo viaggio, anche perché all’Eden si associano atolli ricoperti da palme di cocco e consimili. L’odierna visita al Parco Colo, nei pressi della capitale Suva, ha tuttavia abbattuto ogni mia barriera difensiva e la parola paradiso mi è più volte sfuggita nel mezzo di questa foresta dove un torrente saltella di pozza in pozza con cascatelle immerse in un effluvio di verde. Con Gavin, il nostro ospite, mi avventuro prima in una benefica nuotata in uno degli innumerevoli bacini e quindi risaliamo la collina attraverso un sentiero che si immerge nella foresta e discendiamo poi seguendo il corso del torrente. Sembriamo gli unici abitatori di questa foresta e poco importa se il raggio di sole che ci aveva illuso al mattino è scomparso lasciando posto alla solita insistente pioggia. Un intrico di liane, sottobosco e piante di mille varietà brilla e riluce in un escalation di verdi sempre più improbabili. Quando giungiamo al punto dove avevamo lasciato mia sorella e gli altri accompagnatori, torna spontaneo rigettarsi nella pozza e persino l’ormai fragorosa pioggia diviene parte dell’indicibile piacere. Galleggiare volgendo il volto al cielo permette di godere di contro luci di tenui foglie che quasi sembrano vibrare mentre piccoli rivoli si formano sulle spesse foglie di banano e grosse gocce a fatica trovano interstizi liberi tra questa volta frondosa per una caduta diretta nella minuscola polla. Un allarmato gesticolare di mia sorella ci fa tornare ripidamente a riva. Il ragazzo che ci guida era salito all’auto parcheggiata più a monte per prelevare le pietanze precedentemente preparate ed ha trovato il finestrino rotto per constatare quindi il furto della borsa contenente soldi, documenti e carta di credito della signora che ci accompagna. La visione idilliaca scompare repentinamente tra denunce da compilare e verbali da stendere e diventa inevitabile constatare che anche in paradiso circoli qualche maledetto ladruncolo.
15 Aprile 2008 alle 11:36
Carissimo Giovanni, siamo qua in 4 (io, la mia morosa, e altri due amici) che stiamo scoppiando dall’invidia vedendo le tue foto e i tuo racconti!!!!
Ci sentiamo presto!!!!!!!!!!!!!! Bacioni (solo dalla mia morosa) e pacche sulla spalla da noi maschietti! Ciao!
16 Aprile 2008 alle 07:07
Paradisi terresti e luoghi dove poter fuggire da questa politica..che disastro….potrei pensare di emigrare lì…aiuto che difatta….Pe rfortuna in unaserata del dopo elezioni ho navigato sul tuo sito. bravo e bravo
Pierpaolo
16 Aprile 2008 alle 07:17
Ma non è giusto , sei sempre in giro e io come faccio ora a dirlo a mio padre ? Ma cosa stai facendo lì? Oltre che incontrare una sorella? Certo che le scuse sono sempre tante per te? Ti ricordi di me?
Sono Noemi ho convinto mio padre ha fare il viaggio del Vietnam seguendo il tuo intinerario e suggerimenti vari, ma soppratutto cogliendo le tue emozioni.
E adesso ? Accidenti che sfida.
Devo complimentarmi con i tuoi mervilgiosi scritti.
Noemi
16 Aprile 2008 alle 18:43
Amici di Franco mi hanno detto leggi l’articolo sull’acqua, e allora io aggiungo…..
Che cosa è lo yoga-sub? Yoga: l’unione (yoke) di corpo, mente e spirito. Sub: un’immersione nel mare, respirare sott’acqua. Unificati: un modo di sperimentare un’assenza di pensiero, una diversa percezione di non-pensiero, un differente stato di consapevolezza del corpo e della mente.
Io credo che tu senza tanto sub e immersioni tecniche ecc…abbia provato quello che io lontanamente avevo cercato di sperimentare nel mar rosso…con un gruppo di amici …tentativo fallito. Le tue parole sono state come una vera un’immersione yoga-sub
Bravissimo
Amici di Franco sub