
La prima costruzione facente parte del progettato Politecnico di Njombe (Tanzania) è questo splendido laboratorio di falegnameria e rappresenta la pietra miliare di un sogno che può finalmente essere toccato, accarezzato, annusato, percepito senza più il timore di vederlo svanire.Correva il mese di settembre dell’anno 2006 quando ho illustrato per la prima volta in questo blog una delle missioni compiute in questa splendida e montana area della Tanzania, ma correva il mese di ottobre dell’anno 2004 quando con Isabella, Oscar e don Beppe Gobbo abbiamo effettuato il primo incontro con il vescovo di Njombe Alfred Maluma nel corso del quale ci è stato presentato questo ambizioso ed allora improbabile progetto, ma ogni fatica, ogni sforzo, ogni difficoltà incontrata, sembrano insignificanti di fronte all’emozione di veder nascere un centro che ha come beneficiari i ragazzi tanzaniani che terminata la scuola dell’obbligo avranno finalmente l’opportunità di un percorso professionale.In questo sogno sono state coinvolte centinaia di persone a titolo personale o facenti parti di istituzioni, enti, scuole, ditte e quant’altro e loro sarebbe il diritto di essere qui in questo momento, ma soprattutto ad Enrico và il mio pensiero che sento come costante presenza ispiratrice. A lui dedico questo momento particolarissimo.L’emozione è forte e mi rendo conto di non riuscire a trasmetterla in tutte le sue sfaccettate dimensioni. Lo scorso mese di maggio eravamo ancora qui con Isabella e Giancarlo Faggion ed avevo con me il libro “Tre Tazze di Tè” di Greg Mortenson che narra la storia di questo americano nato sulle pendici del Kilimanjaro e divenuto poi scalatore del K2 si trasforma in un costruttore di scuole nelle impervie regioni del Pakistan Himalayano per giungere sino in Afghanistan. Non certo parallelismi, ma fili sottili che si intrecciano su rotte afro asiatiche per culminare con l’amico Beppe Bosio il cui progetto nell’altopiano del Wachan (Afg) è realizzato in una di queste scuole.
11 Settembre 2008 alle 21:56
Emozione e malinconia questo scritto sprigiona. E’ come una nuvola di vapore che sale verso il cielo per poi lasciare sulla terra gocce d’acqua.
Stupendo sapere che ciò che si sogna possa avvenire anche in luoghi così lontani
Infinitamente grazie per le vibrazioni che i tuoi scritti lasciano
Luna
12 Settembre 2008 alle 15:21
Meraviglia…..
Grazie per aver creduto a questo bellissimo e ambizioso sogno!
Michyco
14 Settembre 2008 alle 21:50
stasera ho riguardato le foto che martina ha fatto sulle zone visitate , e ho ritrovato l’emozione che ho avuto alla vista di quei luoghi quando li visti insieme a te: grazie per l’accasione e l’oopurtunità che mi hai offerto , è tutto molto bello e pieno di vera e profonda umanità dove si ritrova il senso delle cose importanti dove quello che si riceve è molto e molto superiore a quello che si cerca di dare .
ciao giancarlo
15 Settembre 2008 alle 02:14
…Njombe…baba Camillo! Ci ho passato 4 estati con quel finto burbero di Camillo…quanti ricordi e quanta nostalgia per la sua ironia tagliente!
E’ bello girovagare per il web e incontrare pezzi di storia, immagini, amicizie…
come trovare conchiglie sulla spiaggia
Ma scusa…per viaggiare così tanto…
che razza di lavoro fai???
un saluto e complimenti per il blog!
7 Novembre 2008 alle 18:28
[…] sia per le splendide fotografie sia per il contenuto.Il mese scorso l’autore pubblica dei post relativi a un progetto che sta seguendo a Njombe, Tanzania. un sobbalzo nel cuore, lì ho passato 4 estati e […]