
Sento la pelle rinsecchirsi e le labbra screpolarsi in questa limpida giornata calda e ventilata. Tepore che penetra come una franca amichevole carezza. Ancora una volta siamo al sito del politecnico di Njombe ma chi guida oggi il tour è l’ing. Gobbo Sergio che ha alle spalle la realizzazione di varie centrali idroelettriche anche qui in Tanzania. L’idea progetto è infatti quella di costruire anche qui una centrale elettrica in grado di produrre sufficiente energia per la scuola e di vendere il surplus all’ente nazionale Tanesco. Ci accompagna l’ing. Godfrey Ndeuwo, tanzaniano formato alla scuola di un volontario tedesco e che ha acquisto un’incredibile esperienza sul campo. Il sito destinato alla scuola si trova sulla cima di un falsopiano e lungo la base di uno dei costoni scorre il torrente di cui dobbiamo valutare la portata e le pendenze. Il paesaggio è stupendo. La stagione secca è ormai nel suo pieno manifestarsi ed inoltre siamo al termine del periodo freddo (in agosto si è raggiunto lo zero termico) per cui l’erba è inesorabilmente secca, ma dove scorre il corso d’acqua un bel verde risalta come una scia bizzarra. Enormi massi di granito sembrano stati scagliati alla rinfusa e si ergono imponenti tra il rosso di questa terra. Sull’altro versante del torrente i ripidi pendii sono coltivati a mais ed evidenti sono i segni della disastrosa erosione e dilavamento. Il nostro lavoro inizia dal fondovalle dove pensiamo di collocare la turbina ed il generatore. Saliamo quindi a monte per individuare il luogo dove collocare la presa d’acqua. Alcuni ragazzi ci raggiungono armati di machete e a loro lasciamo il compito di immergersi nel torrente per misurare il volume d’acqua che viene calcolato in circa due metri cubi al secondo. Il naturale dislivello ci garantisce un balzo complessivo di 40 metri che sono quelli necessari ai macchinari già individuati. Individuiamo inoltre una sorgente che dovrebbe essere in grado di fornire acqua potabile al complesso scolastico. Non mi dilungo sugli aspetti tecnici, ma mi piace soffermarmi sull’eccitazione che coinvolge tutti, ma i due tecnici in particolare, nel rilevare quote, portate, masse, calcoli e ragionamenti che a volte non riesco neppure a ben interpretare.
21 Settembre 2008 alle 21:02
Accidenti che bellissimo progetto . ..io e la mia compagna siamo stati quest’estate in Tanzania e ci simo fermati nella zona per visitare alcuni progetti . E’ rimasto nel nostro cuore il viaggio e la gente. F antastico come scrivi che invidia …ma anche curiosità come il professore del ventolone…..ma che lavoro fai????ma sei un cooperante/giornalista? o sei un fotografo/cooperante???
Marco e Deborah
2 Ottobre 2008 alle 20:22
Interessante e articolato il tuo blog. Da viaggi di piacere ad avventure particolari. Si coglie uno stilo nella particolarità di viaggiare e di guardare il mondo. Le tue foto parlano . I tuoi scritti sono fantastici. Complimenti
Melissa
3 Ottobre 2008 alle 06:05
Ho navigato nel tuo blog ..è come raggiungere la montagna in una certa quota ..il tuo numero di visite è 7.600 . FANTASTICO.
Ariel
4 Ottobre 2008 alle 16:46
Ore e ore che navigo su questo blog…quasi mi viene il malessere del vaiggiatore statico….come sono io . Vomplimenti per le foto fantastiche …hai partecipato anche a concorsi non solo footografici ma anche letterari.?
BRAVO, BRAVO, BRAVISSIMO,
sandro