Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)

Archivio dell'anno 2009


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La squadra di muratori sta ormai posando gli ultimi mattoni e come sempre le donne partecipano alla costruzione.

Ci dicono che questa è una scuola che nasce sotto buoni auspici perché un bimbo partecipa alla sua costruzione e forse un giorno potrà frequentarla come studente. Alla giovane madre intanto l’onere di lavorare duramente e di accudirlo.


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Ero molto incerto sull’effettuazione di questa breve missione di soli 8 giorni, ma la preparazione del prossimo intervento degli artigiani della Ditta Faggion è troppo importante per rischiare intoppi dell’ultimo momento ed ora che sono qui sono soddisfatto sia per i problemi non comunicati dai nostri partner via e-mail e quindi affrontabili solamente sul campo sia per la constatazione che i lavori sono proseguiti con solerzia e cura. Ormai le costruzioni murarie sono terminate e si è iniziata la posa delle capriate in legno a cui seguiranno il fissaggio delle lamiere di copertura. I tempi per le fasi indispensabili alla missione di elettricisti ed idraulici coincidono con il calendario che ci siamo proposti. I punti dolenti riguardano: la fornitura dell’energia elettrica che l’ente Tanzaniano per l’energia Tanesco aveva promesso dopo tre settimane dal pagamento avvenuto ai primi di Luglio ma in pratica realizzando solamente metà della linea dopo più di tre mesi; i container pur giunti a Dar sbarcheranno a Tanga, porto di destinazione, solamente dopo il 20 ottobre e pertanto decidiamo di posporre la nostra missione all’ultima settimana di Novembre incrociando le dita che le lungaggini burocratiche non si frappongano ai nostri piani; il direttore della ong nostra partner si è dimesso in quanto ha deciso di effettuare un master in economia all’università di Morogoro, auguri a lui ma la struttura già debole diviene ora fragilissima. Nei prossimi mesi dovremo trovare con i nostri partner il modo di rinforzare l’associazione. E’ comunque la riprova di quanto urgente sia in Tanzania la realizzazione di scuole quali il politecnico: vi è l’assenza quasi assoluta di quadri intermedi per cui la ricerca di risorse umane è un’impresa quasi epica e di questo soffre tutta la società in quanto mancano artigiani, tecnici, operai specializzati, impiegati e contabili di livello.

La visione dei fabbricati si fa ormai sempre più imponente e non mancano gli elogi di quanti vengono a visitare il sito.


Settembre è il mese della ripresa delle attività dopo ferie e vacanze ed il mese dedicato dalla Libreria Palazzo Roberti di Bassano del Grappa alla letteratura per ragazzi diviene una ghiotta opportunità per dare del buon cibo alle nostre menti. Accompagnare con le mie foto riflessioni su costituzione e diritti anche con uno atteggiamento di leggerezza mi è parso un buon viatico verso un autunno denso di riflessioni. 090904-banner1-1.gif

Secondo alcuni  è un bravo viaggiatore
colui che riesce a lasciare nei luoghi visitati l’orma più leggera e labile,
capace di scomparire entro un breve periodo di tempo.

Questo concetto riassume il mio
tentativo di viaggiare in varie località del mondo tentando di camminare in
punta di piedi ma con una particolare attenzione a quanto giunge alla portata
dei miei sensi.

Come spesso accade è nel momento che le
nostre consolidate abitudini non possono essere distrattamente replicate che si
percepiscono le dimensioni dei nostri infiniti privilegi: lo scorrere
dell’acqua da condutture sempre generose, bagni asettici e confortevoli,
bevande fresche e dai mille sapori, cibi pressoché perfetti ed illimitati, ma
anche possibilità di leggere ciò che più ci aggrada, frequentare le persone che
desideriamo, viaggiare dove e quando vogliamo.

Ben volentieri ho quindi accettato
l’invito, cortesemente rivoltomi dalla Libreria Palazzo Roberti,  per accompagnare con foto l’11^ edizione di
“Settembre a Palazzo” imperniata sui valori della nostra Costituzione, ma anche
sulla ricerca di quei “diritti sottili” che se vissuti banalmente possono
venirci defraudati od essere depauperati da noi stessi.

Il nostro benessere ci riserva il
vantaggio della scelta che diviene immediatamente dovere di ricerca di
valori  che a volte possiamo riscoprire
nei sorrisi di chi materialmente ha certamente meno di noi.

Il filo conduttore di questo percorso
fotografico è la concretezza della grande accoglienza goduta anche nei luoghi
più inaspettati quali l’Afghanistan, la Cambogia, il Vietnam ed il Laos, paesi
che hanno vissuto o stanno vivendo guerre e massacri spaventosi, senza però
dimenticare la sacralità dell’ospite.

Riservo pertanto una viva ed intima
riconoscenza a quei villaggi delle minoranze etniche che mi hanno lasciato
cogliere atteggiamenti e sguardi, sorrisi e malinconie di grande compostezza e
dignità.

Ancora un ringraziamento alla “Casetta a
colori” di Udine e all’Asilo Nido di Molvena gestito della Cooperativa
Antela  dove educatori, genitori e bimbi
si sono resi disponibili per dei percorsi a tema.

Infine ricordo come la realizzazione del
Progetto Politecnico di Njombe in Tanzania sia divenuta un’esperienza capace di
accomunare nel nostro territorio energie e positività di persone ed
organizzazioni che altrimenti non condividono percorsi affini.


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Questa parte della Tanzania è abitata in prevalenza da popolazioni masai dedite all’allevamento di mandrie di bovini e di greggi di capre. Tra la polvere rossa sollevata dagli armenti in continuo nomadismo, appaiono silenziosamente siluette slanciate ed armoniose di uomini e donne dall’incedere flessuoso avvolte in stoffe variopinte. La forte presenza turistica ha portato ad un’esasperante contrattazione per ogni scatto richiesto a cui non intendo assoggettarmi né qui né altrove. Mi limito così a rubare questa immagine femminile che mi culla tra lo sguardo del bimbo e l’ondeggiare del monile, quasi un amuleto da conservare al termine di questo viaggio.


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Vi sono luoghi che non possono essere descritti ma solamente visitati. Il cratere del Parco di Ngorongoro è uno di questi e nell’affacciarsi al bordo di questo cerchio vulcanico che si estende per circa 300 km quadrati con una profondità di 600 metri non si può far altro che ringraziare per  la fortuna di poter ammirare tanta bellezza. Il girovagare con il fuoristrada sul suo fondale tra gnu, zebre, elefanti, ippopotami, giraffe, antilopi e leoni riserva poi continue emozioni sottolineate dai moti d’entusiasmo di Mariuccia che quasi si commuove alla vista della gru coronata per naufragare definitivamente al cospetto della pennellata impressionista dei fenicotteri rosa.

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