
Vi sono amici che riescono a insinuarmi generativi sensi di colpa ed eccomi quindi a riprendere gli appunti tralasciati per l’immersione nella foga del risolvere in fretta e per sempre i problemi che ancora una volta erano ad attenderci con l’ineluttabilità che solo l’Africa può riservare.
Già l’inizio di questo 2009 mi ha visto volare con Isabella, Giancarlo e Martina a Njombe per riprendere le fila di questo progetto ed in quella occasione la mia pigrizia era stata ben sostenuta dall’impossibilità di accedere ad una postazione internet funzionante sia qui che a Dar es Salaam. Sembrava che i numi informatici avessero deciso di prendersi un periodo di ferie post natalizie e che non ne volessero sapere di porre in funzione quella parte della rete che dipana il suo cordame da questa parte dell’emisfero.
Poi è seguito l’allestimento frenetico della mostra con Daniele. L’esposizione ha riservato ad entrambi soddisfazioni inaspettate ed intrecci relazionali imprevedibili, ma soprattutto l’opportunità di avere del tempo da trascorrere tra noi e con persone che hanno saputo accostarsi ai nostri lavori con una percezione emozionante e delicatamente rispettosa da assaporare sulle punta delle dita. Qualcuno ha anche lasciato delle tracce scritte che spero di riuscire a riportare su questo blog al mio rientro.
Ed eccomi a questo viaggio iniziato a metà maggio e che si concluderà ai primi di giugno. Sono in compagnia di Giancarlo e di Mariuccia che pur non conoscendosi direttamente hanno scoperto di avere una ragnatela relazionale assai fitta che comunque a Bassano li ha fatti solamente fugacemente sfiorare mentre questo viaggio africano li ha già posti in sintonia se non altro per coalizzarsi affettuosamente a mie spese. Ora Mariuccia sta annusando l’essere in Africa ponendo a disposizione di Fausta nell’area di Makambako la sua esperienza di crocerossina ed accompagnandola quindi tra dispensari, orfanatrofi e vaccinazioni nei villaggi.
Con Giancarlo abbiamo visitato il sito di costruzione del Politecnico e l’emozione nel veder crescere ciò che era stato solo tracciato sulla carta riserva una sorta di magica meraviglia.
Dei sette edifici previsti la situazione è la seguente: il laboratorio di falegnameria è stato trasformato in magazzino temporaneo per preservare i materiali da costruzione e il bel tetto ventilato ha egregiamente svolto la sua funzione sia di riparo dalle forti temperature che dalle piogge torrenziali appena trascorse;
tutte le fondazioni e le piattaforme sono state terminate per cui 3 edifici vedono già i muri eretti per più di 2 metri mentre per gli altri 3 l’opera di erezione dei muri è appena iniziata.
26 Maggio 2009 alle 08:00
Vai Giovanni che ti teniamo d’occhio !!!! Di a Giancarlo di non affaticarsi troppo!!!
Saluti., Andrea Carturan
26 Maggio 2009 alle 08:03
Complimenti per la costruzione!!! Di a Giancarlo che non si affatichi troppo !!!
Saluti. Andrea CArturan