Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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La mia vita è positivamente segnata dal dubbio ed ho sempre temuto coloro che impavidi procedono senza tentennamenti tracciando nella vita sorte di fragorose autostrade piuttosto che percorsi sinuosi che se non hanno il dono della velocità riservano perlomeno il vantaggio dell’attenzione a ciò che mi circonda.

Qui in Tanzania continue sono le domande che mi pongo e non sempre le risposte giungono facilmente. Abbiamo lasciato il cantiere a metà gennaio convinti che tutto fosse chiarito in termini di progetto, esecuzione, materiali e tempistica. A maggio ci troviamo a constatare che alcune indicazioni non sono state seguite, non per cattiva volontà ma semplicemente per dimenticanza – disarmante la dichiarazione spontanea di colpevolezza per aver controllato il disegno dopo l’esecuzione e non prima. Nulla di grave ma ovviamente con l’esigenza di adottare correttivi con ulteriori perdite di energie sicuramente meglio impiegabili. Il tempo risulta poi l’altra incognita. Tutti i nostri programmi sono saltati e nel tentare di comprendere la ragione con Giancarlo e le persone locali abbiamo forse focalizzato il problema principale: manca la capacità / cultura del programma e della previsione. Si agisce giorno per giorno, si affronta un problema alla volta e solamente al suo verificarsi. Nonostante la gerarchia ben delineata, non esiste una mente che coordini tutti i processi e ne coordini gli interventi: si costruiscono tutti i muri di tutti gli edifici anziché portarne a compimento uno o due e permettere così l’avvio delle squadre dei carpentieri per le capriate o dei falegnami per le finestre; si aspetta che la sabbia o i mattoni siano terminati prima di procurarne degli altri e se poi inizia la stagione delle piogge, pazienza, prima o poi termina ed i lavori riprenderanno. E’ qui che si insidia il dubbio: quanto è giusto forzare questi processi? Quanto abbiamo diritto di premere affinché questa cultura compia un balzo nella direzione dell’efficienza e dell’efficacia? Del resto neppure noi possiamo essere diversi da ciò che siamo e, pur tenendo conto delle condizioni attuali che vedono ad esempio un camion di mattoni caricato e scaricato a mano, non possiamo dimenticare impegni e scadenze assunte. Così tutto viene ridiscusso e riprogrammato concordando con grande disponibilità dei nostri interlocutori modalità di esecuzione, tecniche costruttive, logistica dei container, interventi di esperti artigiani dall’Italia. In questo clima di sincera accoglienza impossibile e probabilmente inutile alzare i toni o lasciarsi andare alla focosità, con Giancarlo riprendiamo tutto da capo, con calma ma convinti che un altro piccolo passo è stato compiuto. Nel frattempo buone notizie giungono dall’Italia, già il Lions Club di Bassano ha raccolto una buona somma grazie ad un concerto dei Solisti Veneti, le scuole di Bassano hanno partecipato ad un social day raccogliendo fondi anche per la Tanzania, a Marostica si stanno organizzando due concerti in piazza con i Matrix e con i Beggar’s Farm. (www.witmatrix.com) (www.beggarsfarm.net). e la Regione del Veneto sembra in procinto di affiancare il nostro progetto.

3 Commenti a “Njombe, 19 Maggio 2009”

  1. Ariel scrive:

    Ancora in viaggio….ancora racconti, ancora immagini…meravigliosamente il tuo blog riprende ad animarsi.
    Condivido le riflessioni sulla diversità , sui processi di cambiamento dell’articolo che hai pubblicato.
    Ti auguro un buon lavoro ….
    Ariel

  2. Il Doge e la sua Band (in trasferta a Marostica) scrive:

    Ciao! 2 cose:
    1) un Caro saluto a Te e a Giancarlo, e (2) per rilanciare quanto scritto da Giovanni e invitarVi tutti a Marostica (VI) presso la Piazza degli Scacchi, ore 21.00, per due serate di Festa e di ottima musica pro Tanzania; il 18 luglio suoneranno i Wit Matrix-tribute band Pink Floyd e il 24 luglio i Beggar’s Farm, che per l’occasione saranno accompagnati da Jonathan Noyce e Bernardo Lanzetti!
    Vi aspettiamo tutti!
    Ciao!!!!!
    Il Doge e la sua band (in trasferta a Marostica)

  3. Anonimo scrive:

    Condivido la tua visione dei viaggi, il profondo rispetto che si avverte che porti verso tutto ciò di nuovo che incontri, verso i paesi/popoli che ti ospitano, verso l’ignoto che ti aspetta….
    Condivido il paragone dei viaggi ad una droga che si impossessa di noi, e poi è difficile uscirne.
    Ho letto da poco su un sito di viaggi una bella frase che diceva “Una persona che parte per un viaggio
    non è mai la stessa persona che torna da un viaggio”.
    Ed è proprio così. Ogni viaggio ci arricchisce, non di qualcosa di materiale ma di qualcosa che vale molto di più dei beni materiali. E poi la vita ci appare in un modo leggermente diverso, che a volte gli altri neanche capiscono.
    Son felice di essermi “drogato” in questo modo anche io, e so che non tornerò indietro. E’ bellissimo il tuo blog……..

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