
Da tempo insistiamo con i nostri partner affinché qualcuno si prenda l’onere di riflettere e pianificare quella che dovrà essere l’organizzazione e la gestione di questa scuola professionale. Se già impegnativo risulta a noi la costruzione di questa porzione del politecnico è nostra profonda convinzione che molto più gravosa e problematica sarà per loro la conduzione dell’attività didattica che ovviamente include aspetti manageriali, organizzativi e finanziari tutt’altro che scontati. Già durante il viaggio tra Dar es Salaam e Njombe, gli amici Paolo e Federica dell’Associazione Nessuno Escluso ci hanno invitato a visitare il centro di avviamento Don Bosco dei Salesiani di Iringa e qui abbiamo potuto constatare l’indubbia qualità raggiunta in decenni di applicazione e costante riadattamento. Il laboratorio di tipografia è impeccabile ed in grado di affrontare stampe in quadricromia di notevole qualità. I corsi di meccanica, sartoria, edilizia e falegnameria partono dai rudimenti di base per giungere in tre anni ad un buon livello artigianale ed i manufatti prodotti possono essere posti in vendita a sostegno della scuola. Paragonare l’abisso che separa questo Vocational Centre con altri visitati nel distretto di Njombe, sia in termini di attrezzatura che di didattica, ci spinge a riflettere sulla necessità che il politecnico si doti di percorsi differenziati in grado di accompagnare chi proviene da livelli infimi ed al contempo prevedere gradi più elevati per quanti provengano da centri di qualità paragonabile a quello di Iringa.
La visita odierna all’Institute of Science and Technology di Mbeya ci ha finalmente chiarito quale dovrebbe essere il percorso educativo afferente al Politecnico e soprattutto quale sia la struttura dell’intero sistema scolastico Tanzaniano fondato su continui esami volti a testare i gradi di apprendimento raggiunti con la possibilità non solo di progredire o di fermarsi, ma anche di essere retrocessi a livelli inferiori. Già l’accesso ai sette anni di scuola primaria obbligatoria e pressoché gratuita è proceduta da uno o due anni di scuola materna al termine dei quali si deve superare il primo esame di ammissione, se il bimbo non viene ritenuto idoneo il suo inserimento viene rinviato. Superate le sette classi dell’obbligo si raggiunge il così detto livello base e, limitandomi al solo percorso professionale per non dilungarmi troppo, i tre anni di scuola professionale (quella di Iringa per esempio) conducono al livello 3 e l’attestato che viene rilasciato corrisponde alla qualifica di operaio qualificato. E’ in questa fase che, secondo il recente riordino del sistema scolastico Tanzaniano, si inserisce il politecnico che in ulteriori tre anni porta ai livelli: 4 (tecnico di base) 5 (tecnico specializzato) e 6 (diploma ordinario). I livelli 7 (Diploma superiore) ed 8 (Attestato di Laurea) sono di competenza degli Istituti di Scienza e Tecnologia quale quello di Mbeya che pur non godendo del riconoscimento di sede universitaria rilascia un diploma corrispondente ad una laurea che può essere rafforzata presso una facoltà tecnica. Al suo apparire l’Istituto conferma senza ombra di dubbio la sua origine sovietica. I tetri e grigi parallelepipedi si ergono nella piana con l’inconfondibile architettura di quel pragmatismo privo di qualsiasi tentennamento verso il bello evidentemente considerato frivolo ed inutile.
Incontriamo il Direttore dell’Istituto, la direttrice Didattica ed il Direttore del Dipartimento Edilizio e non poca è la nostra sorpresa nel constatare che anche i futuri geometri e ingegneri debbano svolgere i corsi di base di edilizia e di falegnameria dove imparano ad utilizzare attrezzature e macchinari per costruire casserature piuttosto che impastare malta o erigere muri ed armare e gettare cordoli in calcestruzzo. Giancarlo si illumina nel palesare la tentazione di inviare qui, a scopo propedeutico, qualche ingegnere di sua conoscenza di cui però non esplicita i nomi.
I dirigenti accolgono con grande entusiasmo la notizia del costruendo politecnico e molto concretamente si rendono disponibili ad accompagnare sia il percorso d’avviamento con la messa a disposizione di personale docente sia l’iter per il laborioso riconoscimento da parte degli uffici statali. Il successivo confronto con i nostri partner ci vede concordare con una partenza del Politecnico dal livello 3 in modo da formare una base da cui poi sviluppare i gradi superiori.