
Vi sono luoghi che non possono essere descritti ma solamente visitati. Il cratere del Parco di Ngorongoro è uno di questi e nell’affacciarsi al bordo di questo cerchio vulcanico che si estende per circa 300 km quadrati con una profondità di 600 metri non si può far altro che ringraziare per la fortuna di poter ammirare tanta bellezza. Il girovagare con il fuoristrada sul suo fondale tra gnu, zebre, elefanti, ippopotami, giraffe, antilopi e leoni riserva poi continue emozioni sottolineate dai moti d’entusiasmo di Mariuccia che quasi si commuove alla vista della gru coronata per naufragare definitivamente al cospetto della pennellata impressionista dei fenicotteri rosa.
4 Giugno 2009 alle 17:51
confermo e condivido ogni parola!!!rivedendo le immagini di quella incredibile esperienza mi riesce ancora più difficile riadattarmi al “paesaggio di casa”.comunque indimenticabile!!!!un saluto,siku njema!
martina