
La borsa che contiene la pompa ad immersione modello Diver 200 Trifase - 3×400 V - donataci dalla Ditta Dab di Mestrino (PD) pesa esattamente Kg 22,3 – solamente 7 etti in meno del limite massimo consentito per il bagaglio aereo – e con non poche peripezie siamo pertanto riusciti a portare con noi questo brillante cilindro d’acciaio fornito di centralina elettrica e galleggianti per controllare sia il riempimento della cisterna superiore che lo svuotamento della vasca di pescaggio. Nel corso del sopralluogo effettuato ieri, Cristiano e Mauro hanno tracciato i percorsi per il passaggio di canalette e cavi elettrici e per il controllo del tubo che dalla sorgente conduce alle cisterne. Quando siamo giunti questa mattina, un gruppo di 6/7 detenuti stava completando gli scavi ed altrettanti ne sono stati posti a nostra disposizione. Purtroppo ci siamo resi subito conto che il vecchio tubo era ormai inutilizzabile per le numerose rotture ed il problema è stato risolto con l’intervento del vescovo e del comandante del carcere che hanno fornito i circa 300 metri di tubo di polietilene. Per inciso il comandante non è più lo stesso da me incontrato in ottobre che è deceduto a causa di una saetta che lo ha colpito dopo aver attraversato il telefonino che stava utilizzando nel bel mezzo di un fatale temporale. Mauro e Cristiano organizzano brillantemente le squadre di detenuti e dovendo essere queste sempre controllate da gendarmi armati, uno strano miscuglio anche cromatico si forma tra vestiti civili, divise grigioverdi e tute arancioni. Il comune interesse dell’approvvigionamento idrico acquisisce una totemica rappresentazione della commistione tra condizioni dei detenuti e quelle dei carcerieri, da me già riscontrata anche nel carcere di Vicenza dove diversi anni orsono ho svolto dei corsi di orticoltura biologica.
Arrivo a contare più di 20 detenuti che cooperano con noi sorvegliati da una decina di guardie armate di vecchi Kalasnikof AK47 e di vetusti fucili SAR probabilmente ereditati dall’Impero Britannico, alle quali alla fine si uniscono anche il comandante ed il vescovo giunto a presenziare all’importanza dell’evento e quando alla fine uno scroscio d’acqua rimbomba nelle cisterne di metallo un comune grido di gioia ci accomuna e ci contagia. In serata sento Fausta saltellare al telefono per l’inaspettata notizia.