Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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In questi giorni è giunto a Njombe Giuseppe Biella che è uno dei punti di riferimento dell’Ong Acra di Milano. Più volte ho sottolineato come una fitta rete di fili, dalle trame a volte contorte ma sempre ricche di significato, si siano intrecciate spesso in modo imprevedibile. Tralascio quindi come le nostre strade si siano incrociate tra la Svizzera e Bassano del Grappa per poi affiancarsi qui a Njombe. Di fatto ne è scaturita una reciproca amicizia e stima. Giuseppe è qui per raccogliere quei dati necessari alla compilazione di alcune “concept note” che costituiscono delle bozze di progetto da presentare preliminarmente alla Commissione Europea per ottenere un primo parere ed eventualmente, in caso di riscontro positivo, presentare poi una ben più complessa domanda di finanziamento. Sussistono interessi comuni per far divenire il politecnico un polo di formazione professionale e da molto tempo sto insistendo con varie ong italiane presenti in Tanzania affinché questa scuola divenga un’opportunità per sopperire ad una delle lacune della cooperazione internazionale. Non è farina del mio sacco la constatazione che molti progetti, pur risultando estremamente importanti e ben eseguiti, rischiano di collassare per la mancanza di personale locale in grado di svolgere l’ordinaria e la straordinaria manutenzione. Le nostre idee sono in sintonia e per meglio approfondirle lo accompagno nel suo tour d’indagine. Visitiamo una centrale elettrica da loro realizzata presso il villaggio di Madunda. Qui la prima fase è ormai completata ma potrebbe svilupparsi un nuovo progetto per la collocazione di una seconda turbina e forse di una terza in grado di sfruttare un’ulteriore caduta dell’acqua già turbinata. Ci accompagnano la cooperante Alice e l’Ing. Godfrey che è il locale ideatore e realizzatore di questa centrale elettrica e ci trasferiamo quindi verso Lugarawa dove l’energia prodotta da una vecchia turbina è ormai insufficiente al locale ospedale. E’ lo stesso Godfrey che mi illustra un’epica impresa compiuta dal nostro Padre Innocent che sta dirigendo i lavori del politecnico. In un’epoca non ben definita, si era individuata la località dove creare un piccolo bacino in grado di alimentare una turbina orizzontale (in sintesi necessita molta acqua in quanto non vi è un dislivello notevole). I calcoli effettuati dimostravano però che l’acqua che sarebbe qui confluita non sarebbe stata sufficiente in particolare nel periodo secco. E’ a questo punto che all’imprevedibile Padre Innocent balza l’idea di deviare parte di un fiume che scorre su un altopiano a circa 16 km da Lugarawa. Le autorità di controllo sono dapprima scettiche ma alla fine approvano il progetto ed è così che il nostro riesce a realizzare la deviazione creando una cascata artificiale che ancor oggi alimenta il bacino e la turbina ormai però obsoleti. Godfrey ha calcolato che proprio questa cascata, con i suoi 400 metri di dislivello e i garantiti 300 litri di acqua al secondo, potrebbe produrre quasi un megawatt di energia elettrica. Ora Padre Innocent è in viaggio per Dar es Salaam per accompagnare Giancarlo e gli altri, ma non mancherò di chiedergli come certe idee gli passino per la testa.

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