Non aver timor d'eventi, del Tempo che rapido urge, di quel che accade (che a lungo non dura) non aver timore.
Non pensare a quel ch'è passato, di quel che verrà non temere
(O. Khayyam)
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Ore 5:30 Partenza: Bassano del Grappa

Ore 14:50 Arrivo: Gemona del Friuli

Percorsi Km 162,45

Velocità Media Km/h 22,1 – Velocità Massima Km/h 43,70

Tempo effettivo di percorrenza Ore 7:20:58 – Dislivello Giornaliero mt. 504

Dovevo partire per il Paraguay, ma all’ultimo momento un contrattempo ha impedito l’effettuazione della missione e così mi sono sorpreso all’improvviso con qualche giorno completamente libero da impegni ed ho deciso di inforcare la bicicletta e dirigermi verso nord.

I nuovi percorsi sono affascinanti per le sorprese che riservano, ma le strade conosciute meravigliano ancor di più per il nuovo modo di guardare e per ciò che non si mai riusciti a vedere.

Parto di buonora da Bassano e doveroso è il passaggio rituale sulle due piazze del centro storico dove solamente uno stormo di piccioni può acclamare l’inizio del mio viaggio.

In Viale Venezia un sole a tutto tondo si leva nella rossa perfezione del suo disco ed anche questo mi sembra un segno di buon auspicio. Poi è solamente pedali e sudore e riesco a percorrere le vie di maggior traffico in orari ancora sereni. Passato il Piave al Ponte della Priula, mi avventuro su percorsi immersi nella campagna trevisana tentando di raggiungere Pordenone su vie secondarie, ma un infame cartello mi trae in inganno e mi ritrovo ormai prossimo alla caotica Statale 13 meglio conosciuta come Pontebbana. E’ qui che incontro un cortese ciclista a cui chiedo se esistono vie alternative per giungere a Pordenone. Una volta saputo che la mia méta è comunque Gemona, mi consiglia di imboccare la pedemontana in direzione Aviano e Maniago assicurandomi che il percorso è privo di salite. Da qui la regola, che mi prometto di seguire da ora in poi: mai fidarsi senza prima confrontarsi con una cartina stradale.

Mi ritrovo su salite che non sono certo paragonabili allo Zoncolan ma che mi ero ripromesso si evitare accuratamente in questo primo giorno. Giungo sfinito ad Aviano e qui decido di dirottare verso Spilimbergo e quindi Dignano che ben conosco e che era tra le tappe del mio itinerario. In qualche modo arranco. Mi accolgono le ghiaie dei torrenti Cellina e Meduna ed in prossimità del borgo di Vivaro, dalle lande sassose, spuntano 2 – 4 – 8 carri armati. Lungo la strada, a pochi metri dalle mie ruote, soldati in assetto di guerra strisciano tra le sterpaglie e con le armi automatiche spianate sembrano pronti a sferrare l’attacco. Grido loro che non posso essere io un valido obiettivo e raccomandando loro calma e serenità in pochi attimi mi sottraggo all’imponente esercitazione militare.

L’amico Gianni e la sua famiglia non nascondono il loro stupore nel vedermi apparire, del resto non li ho avvertiti in quanto non sapevo fino a dove sarei giunto oggi e la loro ospitalità è semplicemente deliziosa.

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