
Siamo rientrati da Lisbona dove 4 giorni splendenti di sole ci hanno regalato gotici e barocchi antichi piuttosto che avveniristiche architetture, calle che si inerpicano con sapori di suk moreschi o ampie vie dal traffico ordinato, rapide e buie metropolitane o amene e verdeggianti colline di Sintra che ci guidano sino al blu marino di Cascais.
Ma è il termine “saudade” che ora avvolge il nostro animo: nostalgia di luoghi della mente e del cuore ed allo stesso tempo propensione all’ignoto, a varcare quella siepe che ci separa dall’utopico infinito. Oggi Enrico hai spezzato l’ultimo anello che ti tratteneva in questo porto e ci hai lasciato per il tuo viaggio verso mete che non sappiamo. A noi il rimpianto per sogni insieme abbozzati. A te affidiamo le domande irrisolte sul tempo della condivisione rubato alla tua splendida famiglia. Una profonda saudade ci pervade e questa pioggia battente avvolge il nostro essere penetrandone i più remoti interstizi.



